Gli 80 Anni della Repubblica Italiana
- Alessia Ruzzeddu
- 2 giorni fa
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Articolo 1 della Costituzione: " L'italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."
La Repubblica italiana è una delle poche al mondo che apre con un riferimento così forte al Lavoro e questa scelta non è casuale. Nel dopoguerra, i costituenti volevano infatti valorizzare la dignità del lavoratore come base della democrazia e affermare che la partecipazione alla vita pubblica e la realizzazione personale passano attraverso il lavoro, non solo come mezzo economico ma come valore etico e sociale.
In questo senso, il lavoro è visto come strumento di libertà e di partecipazione: non una semplice occupazione, ma un modo di contribuire al bene comune.
Il 2 giugno di 80 anni fa fu la prima grande occasione di voto politico nazionale per le donne italiane, per uscire fuori dall'invisibilità, pur rappresentando la maggioranza della popolazione, potendo non solo esprimersi con un voto ma facendosi anche votare furono 21 le donne che vennero elette nell'Assemblea Costituente, oggi ricordate come le Madri Costituenti.
Erano donne con storie, appartenenze politiche, esperienze professionali e percorsi biografici diversi che venivano dalla Resistenza, dal mondo dell’associazionismo, della scuola, del sindacato, della politica, delle professioni e dell’impegno sociale.
Il loro contributo fu essenziale per portare nella Costituzione una visione più ampia della cittadinanza, dei diritti, della famiglia, del lavoro, della dignità, della parità e della partecipazione.
Le donne avevano già votato nelle elezioni amministrative della primavera del 1946, ma il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente rappresentarono il loro ingresso pieno e visibile nella cittadinanza politica nazionale.
Per la prima volta le donne italiane parteciparono alla scelta sulla forma dello Stato e contribuirono all’elezione dell’organo incaricato di scrivere la nuova Costituzione.
Questa dimensione rende il 2 giugno una data doppiamente fondativa: nascita della Repubblica e nascita di una democrazia finalmente aperta anche alla partecipazione politica femminile.
A ottant’anni di distanza ricordare il 2 giugno significa interrogarsi sul valore attuale della Repubblica e della Costituzione. Anche e soprattutto nei luoghi di lavoro, spazi importanti della vita sociale dove le donne non detengono ancora un ruoli di potere e faticano ad affermare il loro talento.
Riflettere sui principi costituzionali ci consente allora di mantenere viva la memoria e attraverso la costruzione di relazioni promuovere rispetto, pari opportunità , partecipazione valorizzando differenze e competenze esercitando responsabilità verso le comunità ed i territori.
Ancora oggi a distanza di 80 anni l'Italia registra un tasso di occupazione femminile di gran lunga inferiore a quello maschile: le donne rappresentano il 51,1% della popolazione ma poco più di una donna su due è impiegata con un tasso di occupazione ancora al 53% rispetto al 70,4% degli uomini.
Parlare di donne e della loro emancipazione significa parlare di pari opportunità di equità perchè come ricordava Rita Levi Montalcini ricordava Rita Levi Montalcini , nobel per la medicina “La differenza tra uomo e donna è epigenetica ambientale. Il capitale cerebrale è lo stesso: in un caso è storicamente represso, nell’altro incoraggiato”! Un approccio culturale quindi da contrastare che possiamo cambiare agendo proprio sulla consapevolezza soprattutto dei più giovani.
Coraggio passione e meraviglia della scoperta, questi gli ingredienti per molte donne che hanno segnato la storia. Impegno professionalità competenza, resilienza ma anche capacità di osare ed impegnarsi per ciò che si ritiene importante senza il timore di sbagliare: i fallimenti fanno parte della vita di tutti noi. Imparare a cadere per poi rialzarsi consente di crescere e rafforzare la propria capacità di andare avanti con la determinazione di chi vuole realizzare il proprio sogno. Come fecero le nostre Madri Costituenti e le tante donne che hanno lottato per i nostri diritti. E noi dobbiamo ancora impegnarci a cambiare questa società per renderla più equa garantendo a tutti le stesse possibilità e opportunità.




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